Errico Porzio
Errico Porzio

Errico Porzio, il pizzaiolo del popolo

Il maestro pizzaiolo si racconta, tra pizze e social, annunciando il suo sbarco a Roma

Da bambino Errico probabilmente già sapeva cosa avrebbe fatto da grande, il pizzaiolo. Perché se la tua è una storica famiglia di pizzaioli napoletani, gli indizi portano tutti ad un forno a legna. Ciò che probabilmente non aveva immaginato era l’avvento dei social e la possibilità di poter comunicare in un modo innovativo la sua arte e le sue pizze. Il piccolo Errico, divenuto oramai grande, porta nel suo cognome l’essenza di un piatto iconico che è il manifesto gastronomico di Napoli, una tradizione la cui continuità è dovuta anche a lui, Errico Porzio.

Un’arte antica in continua evoluzione

Una lunga tradizione portata avanti da Errico Porzio unendo all’amore per questa antica arte anche lo studio e la ricerca per portare l’innovazione nel suo lavoro, proponendo il suo modo di fare la pizza: grande varietà negli impasti, sperimentazione di tecniche e metodi di lavoro totalmente personalizzati e tanta ricerca di prodotti e produttori scoprendo piccole realtà artigianali uniche nel loro campo. Ma quello che rende davvero uniche le sue pizze è la creatività che Porzio ogni giorno mette nel suo lavoro, Errico ha creato un nuovo format della pizza napoletana, che deve essere sempre originale e fantasiosa, anche sfruttando il più attuale tra i canali di comunicazione, quello relativo ai social: “Dal 2012 abbiamo rivoluzionato il menu inserendo quelle che chiamiamo ‘pizze social’, bisogna oggi è fondamentale saper comunicare, vogliamo distinguerci per l’originalità” racconta Porzio.

L’effetto wow!

Mi definisco moderno tradizionalista perché non amo gli eccessi del filone gourmet con topping da alta cucina, e non mi piace preparare pizze con il cornicione troppo alto, ma al tempo stesso neanche quelle dal cornicione troppo basso, mi posiziono nel mezzo, ritengo fondamentale che una pizza sia equilibrata nelle proporzioni” racconta Errico, che aggiunge a proposito del suo menu ricco di pizze belle anche dal punto di vista estetico “Siamo la pizzeria dell’effetto wow, le persone quando vedono le nostre pizze restano sorprese ed i social ci regalano da anni grandi soddisfazioni, sono un elemento da non trascurare dal punto di vista imprenditoriale”.

Lievitazione naturale, prodotti DOP, forno a legna sono le caratteristiche imprescindibili di un prodotto molto apprezzato: “Non abbiamo mai chiuso durante il periodo lockdown e delle successive chiusure perché fortunatamente delivery e asporto hanno fatto registrare grandi numeri, ma devo ammettere che nulla può sostituire il fascino del servizio al tavolo, del contatto con la gente. Siamo dipendenti dai ritmi vertiginosi che caratterizzano le pizzerie napoletane, non possiamo farne a meno perché amiamo questo modo di lavorare”.

Dalla sede storica alla Capitale

La nostra sede storica è nata a Soccavo, un luogo non reclamizzato come altre zone di Napoli, ed è quindi stato gratificante riuscire a portare centinaia di persone da noi al punto da non registrare differenze tra pranzo e cena, lunedì e sabato, siamo sempre pieni e ne siamo felici”. Dalla sede storica Errico è partito per dar vita ad altre locali, come quelli del Vomero, di Aversa e di Salerno, fino ad arrivare all’imminente apertura a Roma, in zona Tuscolana: “Sono davvero orgoglio di questo ulteriore passo, è la conferma della bontà del lavoro che porto avanti con i miei ragazzi”.

Il pizzaiolo del popolo

In chiusura di chiacchierata chiediamo a Errico un suo pensiero sullo stato dell’arte del mondo della pizza. “La pizza classica napoletana ha avuto una enorme crescita migliorando nella qualità e nei servizi offerti negli ultimi 10 anni. Credo che questa crescita stia per raggiungere il suo apice e quindi occorre fare uno sforzo aggiuntivo per dare continuità al buon lavoro fatto fino ad oggi, ma soprattutto è importante impegnarsi per non snaturare la pizza: non è necessario cercare di equiparare a tutti i costi le pizzerie ai ristoranti, la pizza deve restare un piatto del piatto, semplice ed economica nella sua bontà. Noi stessi dobbiamo lavorare con coerenza lasciando che la protagonista sia la pizza, non voglio essere un pizzaiolo popolare, ma il pizzaiolo del popolo!”.

l.s.

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