Slow Food: una realtà sinonimo di garanzia

Qualità, rispetto e tutela delle materie prime

Lanciato ormai oltre dieci anni fa, il “progetto dell’alleanza” di Slow Food, che mette in continuo contatto i produttori di materie prime con i cuochi e i pizzaioli che quello materie poi utilizzeranno, vede la Campania tra le regioni che meglio hanno risposto all’iniziativa. Qui i cuochi e i pizzaioli che hanno scelto di aderire al progetto sono 140 e rappresentano circa il 22 per cento dell’intera platea nazionale. Un segno inequivocabile di quanto la nostra regione rappresenti ormai un punto di riferimento nazionale della cultura enogastronomica portata avanti da Slow Food e di come siano sempre di più i ristoratori che si orientano verso la politica del basso indice di trasporto delle materie prime.

In Campania sempre più ristoranti Slow Food

In Campania, e in particolare a Napoli, si registra anche un notevole e costante incremento dei locali inseriti nelle guide Slow Food: il 15 per cento dei 1730 che si contano sull’intero territorio nazionale. Un dato, quest’ultimo, in sintonia con l’ormai costante tendenza a dare ampio spazio ai locali napoletani e campani su tutte le principali guide gastronomiche. Del resto la Campania, per le sue caratteristiche geografiche e morfologiche, è una regione dove si possono trovare sia produzioni vinicole che tipologie di cucina moto diversi tra loro. Dai vitigni delle zone costiere si ottengono vini ben diversi da quelli realizzati con che colture montagna, ma entrambi hanno in comune la qualità eccellente.

Slow Food: innovazione e tradizione

E lo stesso discorso vale per la cucina di mare e quella di terra: diverse, lontane fisicamente l’una dall’altra ma allo stesso tempo di altissimo livello sia se considerate separatamente, sia se valutate alla luce delle contaminazioni sempre più frequenti, frutto della fantasia e della creatività di chef capaci di imboccare percorsi innovativi senza mai perdere il riferimento con i sapori della tradizione.

Slow Food e il “pizzaiolo contadino”

È in questa direzione che si muove da sempre Slow Food, che con Ferdinando Rossi, dell’Alleanza Cuochi Slow Food, occuperà autorevolmente il proprio posto al tavolo del dibattito che Pizza Tales dedica alle guide e all’informazione gastronomica in generale. Ad arricchire il valore della presenza di Slow Food, ci saranno anche alcuni maestri della pizza, come, per esempio, Luca Doro, definito il “pizzaiolo contadino” perché ha adottato i terreni dove vengono prodotte le materie prime – grano, pomodori, olive e altro – che utilizza nel suo locale gourmet di Palma Campania.

M.B.

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