Napoli 1820
Napoli 1820

Napoli 1820, la pizza è una questione di famiglia

Rosario Izzo e suo figlio Antonio propongono a Napoli (e Milano) i sapori della tradizione

Napoli è un crogiuolo di strade e di anime, una fitta rete di storie che si sviluppano nei vari quartieri della città. Uno dei più significativi e che meglio rappresenta la voglia di riscatto del capoluogo è sicuramente il quartiere Chiaia, la cui configurazione attuale nacque nel XVI secolo, sviluppandosi come un borgo al di fuori delle mura della città di Napoli, lungo l’attuale riviera di Chiaia. Il Risanamento avvenuto nell’1860 permise poi a questo zona di assumere le sembianze che conosciamo. Il punto di riferimento di Chiaia, la sua zona nevralgica, è sicuramente il lungomare Caracciolo, fra Castel dell’Ovo e Posillipo, uno dei luoghi più autentici della città dove poter trascorrere qualche ora di assoluto relax approfittando delle bellezze del golfo di Napoli e con una vista sul Castel dell’Ovo, il castello più antico di Napoli di fronte al famoso quartiere di Santa Lucia.

Napoli 1820, una questione di famiglia

È in questo suggestivo scenario che sorge il ristorante-pizzeria Napoli 1820, una realtà ristorativa nata grazie all’esperienza di Rosario Izzo e dalla sua innata passione per la cucina tradizionale e i sapori autentici. Rosario non si è però limitato a dar vita a questo locale, ma ha anche trasmesso la sua passione al figlio Antonio, che ha studiato e continua a studiare per portare un tocco moderno alla proposta gastronomica del locale di famiglia. Ha collaborato con grandi Chef come Enrico Bartolini, Lino Scarallo, passando per Pasquale Laera, fino al ristorante sito all’interno del’Hotel Parker’s di Napoli dello Chef Domenico Candela. Attualmente è patron di Napoli 1820 di Milano, sui Navigli e studia i menu anche per la sua città natale.

La tanto attesa ripartenza

La gente ha tanta voglia di lasciarsi alle spalle il periodo appena trascorso. Noi non possiamo che sperare di poter aver continuità lavorativa, è fondamentale perché una eventuale nuova chiusura scriverebbe la parola fine per tante attività. Non ci siamo mai persi d’animo, neanche nei momenti più difficili, nel corso del lockdown abbiamo lavorato con delivery e asporto, e anche se i numeri non sono stati sufficienti per compensare le perdite economiche ho preferito restare aperto anche per aiutare i miei ragazzi” ci confida Rosario Izzo, confermando quanto sia importante per lui e suo figlio Antonio coltivare un rapporto con il proprio team che possa andare oltre il semplice aspetto professionale. “Le pizzerie possono ripartire più velocemente grazie al rapporto qualità/prezzo che rende questo piatto accessibile a tutti. È un pasto completo che continua ad esser apprezzato, occorre la giusta dose di ottimismo per poter costruire un nuovo futuro”.

Un lavoro che richiede dedizione

Il tema più attuale nel mondo della ristorazione è quello legato alle diffuse difficoltà relative alla disponibilità di personale qualificato, soprattutto per quel che concerne il servizio di Sala, e non potevamo esimerci dal chiedere un parere a Rosario: “Anche noi ora ci stiamo imbattendo nel problema relativo alla carenza di personale, abbiamo bisogno di ragazzi volenterosi e preparati per ripartire a tutta velocità. Ho un locale anche a Milano e anche lì si è sofferto molto. Purtroppo tanti vedono nella ristorazione solo un ripiego temporaneo e l’assenza di personale qualificato non ci consente di poter sempre offrire un servizio di qualità in sala. Ogni lavoro deve esser svolto con amore, con piacere, con la voglia di fare bene, occorre essere consapevoli dei sacrifici richiesti da questo mondo”.

l.s.

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